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Paularo
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mwiqPaularo (mwigin friulano mwiwPaulârcite-ref-5[5]) è un mwkacomune italiano di mwkq2 278 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] del mwlgFriuli-Venezia Giulia.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Piazze
• Società
• Cultura
• Scuole
• Musei
• Media
• Cucina
• Frazioni
• Borghi
• Strade
• Sindaci
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Il territorio del comune si trova in mwmgCarnia orientale, in una valle denominata mwmwValle d'Incarojo o mwnamwnqVal Chiarsò o mwngValle di Paularo, compresa tra i 400 e i mwnw2 199 metri s.l.m., con il capoluogo ubicato a 690 metri s.l.m., ma distribuito tra i 514 ed i 2199 metri mwoas.l.m.. È collegata a sud-ovest alla mwoqValle del But passando per mwogArta Terme e da qui a mwowTolmezzo, alla mwpaVal Pontaiba di mwpqTreppo Ligosullo a ovest tramite il mwpgPasso Duron, ad est alla mwpwVal Pontebbana di mwqaPontebba tramite la mwqqVal di Lanza e il mwqgPasso del Cason di Lanza, mentre a sud-est oltre la linea di cresta montuosa si estende la mwqwVal d'Aupa in territorio del comune di mwraMoggio Udinese, che la dividono dalla zona del mwrqCanal del Ferro - mwrgVal Canale.
Orografia
Complessivamente la Valle è circondata dai monti:
• mwswCuestaltä / Hoher Trieb (mwta2199 m), mwtqmwtgZermula (Germùlä) (mwtw2143 m), mwuaLudìn / Findenigkofel (mwuq2015 m) e Pizzul (Piçûl) (mwug1985 m) a nord;
• mwvaTersadiä (mwvq1959 m), Castoiä (mwvg1231 m) e Cuc (mwvw1804 m) a ovest;
• mwwqSalincjê (mwwg1857 m) e mwwwGiòu (mwxa1242 m) a est;
Idrografia
Il Chiarsò (mwagCjarsòn), da cui la valle prende il nome (mwawVal Chiarsò), è il torrente che si snoda lungo l'intero territorio e il suo nome, di origine preromana, potrebbe significare la presenza di luoghi rocciosi lungo il torrente. Nasce a 985 m, presso la Stuä di Ramaç dall'unione dei rii Cercevesjä e Malinfiér, e termina a mwbaCedarchis dove affluisce nel mwbqBut. Dopo la suddetta confluenza, riceve il Maiôr, il Rù Tamai e il Ruàt; a seguire, nel centro del paese, con la Minišchìtä, il Rutàndi, l'Orteglàs, la Turieä, la Muê e, per ultimo, con i rii Benedet e Poi.
Nella Valle d'Incarojo scorrono altresì le acque della:
• cascata di Salino nell'omonima frazione;
• cascata das Glîrs a Meledis lungo l'arteria che conduce al mwcgconfine di Stato con l'Austria;
• cascata da Nasjä tra Prabòn e Pizzûl,
e zampillano due fonti d'acqua: la ferruginosa a Rufòsc e la solforosa ad Aonêš.
Clima
Il clima della zona, pur trattandosi di area alpina, è mite in quanto fortemente protetta dai venti dai quadranti nord-orientali. Le temperature medie annue oscillano attorno ai 9,6 °C. La primavera presenta caratteristiche invernali nella prima parte di marzo per poi mitigarsi agli inizi di aprile quando le temperature minime non risultano più negative. Le medie stagionali primaverili sono comprese tra i 6 e gli 8 °C. Il periodo in cui è possibile superare i 30 °C va da giugno ad agosto; solo eccezionalmente vengono superati i 35 °C. L'inverno non è più particolarmente rigido, con le temperature medie stagionali che oscillano tra i 1,5 °C e i −5 °C, e nemmeno piovoso.
Origini del nome
Il nome deriva da "mwfgpabolarium" (pascolo) oppure da "povui-poulars", luogo di mwfwippocastani, come testimoniano gli unici secolari esemplari arborei di piazza Julia, eredi di ben più vasta piantagione. Un'antica pergamena reca a tal proposito uno scritto: "mwgaPoularij di Incaroj, anno mwgq1471".cite-ref-1-6-0[6]
«Chiamasi Canale d'Incarojo l'intera valle solcata dall'alto But che si immette nel Tagliamento. Questa Valle, posta nella catena delle Alpi Carniche, la più orientale fra le settentrionali della Carnia, comprende il territorio del comune di Paularo, uno fra i più vasti territorj comunali, avendo l'area di 73988 pertiche censuarie. Le Alpi ne' loro vertici, elevati 2100 metri sopra il livello del mare, segnano i confini tra la Carnia e la Carintia, e mandano le acque nell'Adriatico co' loro versanti al Sud, e nel mar Nero con quelli al Nord»
(Incipit di un libro dell'architetto, matematico e meteorologo friulano Giovanni Battista Bassi dedicato "ai buoni valligiani d'Incarojo" il 30 novembre 1861.cite-ref-7[7])
Storia
Nel mwjg705 sulle montagne della Valle d'Incarojo si svolsero alcune battaglie tra i mwjwLongobardi e gli mwkaSlavi.
Il 31 agosto mwkg1037 il mwkwPatriarca mwlaPoppone, assegna con il suo testamento “omni que vocatur Pizzul” alla Chiesa di mwlqAquileia.cite-ref-1-6-1[6] Un documento del 30 dicembre mwmg1275 riconosce dinnanzi al Patriarca mwmwGregorio di mwnaMontelongo di avere “mwnqdecime" a Villa di Mezzo d'Incarojo (oggi Villamezzo). Un atto testamentario di Stropatius che riporta la data del mwng1309, cita Villa de Fur (oggi Villafuori) e Tavella di Salino.
Il 16 luglio mwpa1420 ebbe fine la lotta tra il mwpqPatriarcato di Aquileia e la mwpgSerenissima mwpwRepubblica di Venezia. La Valle d'Incarojo passò sotto l'egida della mwqaPatria Veneta, mentre sotto il profilo ecclesiastico rimaneva alle dipendenze della potestà patriarcale. La suddivisione amministrativa della Valle durante la dominazione veneta era costituita dai comuni di Villamezzo (con le frazioni di Villafuori e Rio); Paularo (con Misincinis e Casaso); Dierico; Salino (con i borghi di Lambrugno, Tavella e Castoia); Trelli (con la frazione di Chiaulis). Tale suddivisione rimase in vigore fino agli inizi del secolo XIX.cite-ref-1-6-2[6] Il 30 agosto mwrq1478 venne combattuta la Battaglia di Lanza contro i mwrwTurchi che aspiravano ad appropriarsi dell'intera Valle e di altre valli carniche. Nell'anno mwsa1692, un'alluvione distrugge totalmente la canonica del capoluogo.cite-ref-8[8]
Nel mwtg1700, mwtwJacopo Linussio, nativo del posto e studente a mwuaVillach (mwuqAustria), divenuto un noto ed affermato imprenditore dell'industria tessile in mwugCarnia creò numerosi laboratori tessili garantendo un'occupazione alla popolazione carnica mai vista prima e chiaramente anche per l'area paularina fu un periodo particolarmente fiorente.cite-ref-1-6-3[6] A testimonianza di oltre quattro secoli di dominio della mwvwSerenissima Repubblica Veneta è un cippo confinario, in pietra, noto come di “mwwaMaria Teresa” tutt'oggi visibile a Valbertat Bassa che riporta scolpita la data del mwwq1777 con impresso su un lato il mwwgleone di San Marco e sull'altro lo mwwwstemma del mwxaducato di Carinzia.
Il 24 dicembre mwxg1709 un incendio annientò il prezioso archivio dell'allora comune di Villa di Mezzo (oggi frazione di Villamezzo) che disponeva di un'importante documentazione che ricostruiva in maniera completa e accurata la storia della Valle d'Incarojo, fino a quella data. Malgrado l'evento sono stati reperiti atti custoditi negli archivi delle Valli contermini che offrono, pur in maniera non precisa e assai frammentata, dei cenni storici riferiti agli anni antecedenti la distruzione archivistica villamezzina.
Nel mwya1797 la Valle passa all'mwyqAustria a seguito della sconfitta del mwygSovrano asburgico mwywFrancesco II (mwzaTrattato di Campoformio). Nel mwzq1805 annessione della Valle al mwzgRegno d'Italia creato da Napoleone I.
Nel mw1a1814 con la caduta di mw1qNapoleone Bonaparte la Valle d'Incarojo nuovamente torna in territorio austriaco.cite-ref-1-6-4[6] Nel mw2g1866 la Carnia e con essa Paularo divennero territorio italiano. Da questo anno in poi divenne una frequentata località turistica caratterizzata in seguito anche da una massiccia presenza militare del Corpo degli mw2wAlpini ospitati nelle due caserme in via Roma e via Piave; esse furono edificate dal mw3aMinistero della Difesa italiano nel 1940 per la Guardia di Frontiera ma rimasero inutilizzate a causa della guerra; solamente dal 1962 al 1975 vi furono ospitate una compagnia di alpini ed una batteria di artiglieria da montagna.
Nel mw3g1913 iniziarono i lavori della strada Duron, lunga sei chilometri, resa camionabile tra il 1939-1940 e di competenza provinciale nel successivo 1960. La nuova arteria farà da anello di congiunzione tra la strada provinciale valle d'Incaroio e la strada statale 52 bis per monte Croce Carnico al confine con l'Austria.cite-ref-0-9-0[9]
Il 14 settembre mw5a1915 (mw5qprima guerra mondiale) sul monte Zermula avvenne il bombardamento che coinvolse militari austriaci contro i militari italiani. Il 2 aprile mw5g1917 a Casera Turiee una valanga travolgeva la sede del Comando mw5wBattaglione Alpini "mw6aMonte Granero". Tra i numerosi militari che persero la vita anche il loro comandante, maggiore mw6qVincenzo Arbarello.cite-ref-10[10]
Il 5 giugno mw-g1944 i mw-wpartigiani mw-agaribaldini entrarono a Paularo distruggendo, come primo atto, la sede del mw-qFascio ubicata di fronte all'attuale Monumento ai Caduti di tutte le mw-gGuerre e nel pomeriggio uno mw-wstormo di mwaqacacciabombardieri diretti in mwaqeGermania sorvolarono l'intera Valle.cite-ref-3-11-0[11] Il 9 ottobre, alle ore 04:00 del mattino, un ordine del comandante dei partigiani e l'aiuto di un mwaqygaribaldino locale mwaqcesperto di dinamite, fa distruggere il "ponte di ferro" che consente l'ingresso al capoluogo provenendo da mwaqgTolmezzo.cite-ref-3-11-1[11] L'11 ottobre nel corso di un'operazione di rastrellamento durante la mwaq0seconda guerra mondiale, circa 300 residenti furono arrestati e deportati nei campi di concentramento tedeschi.cite-ref-3-11-2[11]
Nel mwarm1951 il Comune raggiunge il più alto numero di cittadini residenti del secolo: mwarq4 412 abitanti. Il 10 e l'11 settembre mwaru1983 la valle fu investita da un'intensa mwaryalluvione che modificò permanentemente parte della mwarcmorfologia e della viabilità del mwargfondovalle capoluogo. Il 3 aprile mwark2022 ha ricevuto dalla mwaroCommissione Europea il riconoscimento di mwarsVillaggio degli Alpinisti. È il 6º paese in mwar0Italia e il 38° in mwar4Europa.cite-ref-12[12]
Simboli
Lo mwasustemma comunale, rappresentato in uno mwasyscudo sannitico, è stato concesso con il Decreto del presidente della Repubblica n. 2373 dell'8 luglio 1980.cite-ref-13[13]
«Trinciato abbassato d’azzurro e di rosso: il primo a tre torri di muro merlate (3) alla ghibellina, aperte del campo e fondate sul trinciato; il secondo a tre stelle d’oro di sei raggi ordinate sotto le basi delle torri.»
(D.P.R. 8 luglio 1980)
Le tre mwas0torri ricordano i tre fortilizi che per diversi secoli hanno provveduto alla difesa del paese, il primo innalzato sopra la zona mwas4Duron, che poneva in comunicazione le valli di mwas8Treppo, mwataPaluzza e mwateValcalda, l'altro sopra la frazione di Dierico che dominava il canale d'Incarojo e il terzo con torre e tempietto pagano era posto sopra il colle che dominava Paularo sul quale ora si eleva la chiesa Parrocchiale. Inoltre la prima torre simboleggia l'assieme delle Ville a Nord, quella centrale il Capoluogo e la terza la popolazione del canale lungo il corso del torrente Chiarsò; verso sud; esse poggiano su uno scosceso fondo rosso simbolo delle ripide e rocciose montagne della Valle.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwatomwatsChiesa parrocchiale di Paularo dedicata ai santi patroni mwatwVito, mwat0Modesto e Crescenzia mwat4martiri; poggia le basi su una preesistente chiesa del Quattrocento ma l'attuale edificio sacro è stato costruito attorno al 1750 su progetto di Domenico Schiavi. L'interno è stato affrescato da Antonio Schiavi (fratello di Domenico) della scuola veneziana del periodo mwat8Tiepolo-Piazzetta e rappresenta un capolavoro assoluto.
La Chiesa custodisce tra le altre: due opere di pittore locale posizionate nelle pareti del battistero ("la moltiplicazione dei pani e dei pesci" e "le nozze di Cana"); nella cupola altre due opere ("la Trinità in gloria" e "i "quattro dottori della Chiesa" mwaueAgostino, mwauiGirolamo, mwaumAmbrogio, mwauqpapa Gregorio I); altre due tele, a olio su tela, nell'altare delle anime purganti (1803) e una in quello di san Valentino rappresentante la Madonna in trono con bambino e i santi Valentino, Agostino, Gerolamo e mwauuGiovanni Battista; un magnifico mwauyCrocifisso, a grandezza quasi naturale del XVI secolo circa; l'altare marmoreo offerto da Jacopo Linussio (lo ricorda una lapide bianca sul retro con l'epigrafe mwaucD.O.M. Jacobi Linussi, pietate mwaugMDCCCXLVII) con le statue dei Santi Vito e Modesto ai due lati, con in mano una palma segno del loro martirio, e al centro il mwaukSalvatore con un vessillo dorato; il mwauotabernacolo la cui parte è stata dipinta da Antonio Schiavi in pittura su metallo con fogli d'oro zecchino e ossidi metallici; il mwausbattistero del XVI secolo e l'organo del mwauw1764.
Centoventisette sono i gradini necessari per raggiungere l'ingresso della chiesa parrocchiale partendo dal primo costruito accanto all'ingresso dello storico palazzo Calice-Screm: novantatré fino al ballatoio panoramico, altri trentaquattro da quest'ultimo al portale d'ingresso disegnato da Domenico Schiavi;
• mwavamwaveChiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, fondata intorno al mwavi1300 circa ed affrescata nel XVI secolo da Giulio Urbanis di mwavmSan Daniele del Friuli. La chiesa, ubicata a mwavqDierico, accoglie un meraviglioso altare ligneo del mwavu1522 realizzato da mwavyAntonio Tironi da mwavcBergamo;
• mwavkChiesa di San Giovanni Battista, costruita nel XV secolo e ristrutturata nel XVI. Presenta all'interno un altare dedicato alla Beata Vergine del Carmine, uno a San Giovanni Battista e una tela opera di pittore locale;
• mwav8Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria martire, eretta a Salino nel 1400 e ristrutturata nel 1849. Conserva un antico campanile medioevale e un altare del 1600 che raffigura la Madonna della cintura e i santi Agostino, Monica, Caterina, Floriano e mwawaAntonio abate;
• mwawiChiesa di Sant'Antonio abate edificata nel mwawm1674 su volere del nobile Tommaso Calice. Ora sconsacrata è di proprietà del comune di Paularo che la adibisce per ospitare mostre d'arte temporanee, esposizioni fotografiche, concerti musicali e corali;
• mwawuCappella dei santi mwawyFabiano e mwawcSebastiano eretta nel mwawg1688 a Villafuori su mandato della nobile famiglia dei Calice. Al suo interno presenta un settecentesco altare in marmi policromi sormontati da statue in pietra bianca raffiguranti Maria Assunta in cielo e i due santi a cui è dedicata. Da alcuni anni accoglie l'immagine lignea, di scultura altoatesina, della Beata Maria Vergine Addolorata donata alla comunità paularina dai reduci della mwawkprima guerra mondiale (1915-1918);
• mwawsChiesa di mwawwSan Pietro apostolo, costruita nel mwaw01715 a Chiaulis, custodisce un'importante tela di San Pietro attribuita a Nicola Grassi;
• mwaxmChiesa del mwaxqSantissimo Redentore a Ravinis;
• mwaxySantuario di Maria SS. Ausiliatrice del Monte Castoia, costruito nel mwaxc1870 e in seguito ampliato. Custodisce degli affreschi del pittore Giacomo Monai di mwaxgNimis e sopra l'altare principale la leggendaria pietra con impressa l'immagine della mwaxkMadonna con il mwaxoBambino Gesù in braccio nota come "Madone dal Clap" rinvenuta nel corso d'acqua che scorre accanto;
Architetture civili
• mwayiPalazzo Valesio-Calice, a Villafuori, edificato nel 1591 per opera di una famiglia veneziana, domina nella quasi totalità il capoluogo. Il singolare edificio è composto da due ali e disposto su un ampio cortile racchiuso da un muro di cinta merlato. Particolare e di notevole pregio il portale che riporta l'mwaymemblema della famiglia Valesio-Calice. Il palazzo è raggiungibile anche attraverso una storica e lunga gradinata detta "mwayqCjamburjan". La famiglia che vi soggiornava apparteneva alla nobiltà veneziana con l'incarico anche di governo dei boschi per conto di mwayuVenezia;
• mwaycPalazzo Calice-Screm, costruito nel mwaygXVI secolo e considerato il prototipo della casa carnica;
• mwayoPalazzo Morocutti, edificato nel 1631 a Trelli, rappresenta uno dei pochissimi edifici antichi carnici presenti nella frazione;
• mwazaPalazzo Scala, edificato nel mwazeXVII secolo. È stato completamente ristrutturato dopo l'incendio che ebbe luogo la notte di Natale del 1709, quando Villamezzo andò in fiamme. Le sue origini risalgono probabilmente al 1500, almeno stando ai suoi caratteri architettonici: la bifora centrale e il portale, infatti, rimandano allo stile Luigi XIII. Ospita oggi un museo di antichi strumenti musicali denominato "la Mozartina" e curato dal maestro prof. Giovanni Canciani di cui è il titolare;
• mwazcPalazzo Linussio-Fabiani, risale alla metà del XVII secolo. Fu la dimora di Jacopo Linussio e della sua famiglia e ospitò numerosi personaggi illustri del tempo tra i quali: il poeta Giosuè Carducci (1835-1907): poeta e scrittore italiano, vincitore di premio nobel per la letteratura (1906); la poetessa mwazgCaterina Percoto, l'architetto e matematico Giovanni Battista Bassi, Wolf e Arboit;
• mwazoPalazzo Tarussio (mwazsCôrt di Tarùsc) da ammirare a Villamezzo e presente in loco fin dal 1737. Una rappresentazione tipica di abitazione carnica del secolo con all'interno alcune opere lignee del maestro Giacomo Sbrizzai ed altri intagliatori del legno della Valle di Paularo.
Altri siti
• mwaammwaaqCippo confinario di mwaauMaria Teresa, n.15 del mwaay1772, delimitava il confine tra la mwaacRepubblica di Venezia e l'mwaagImpero Austriaco: su un lato è impresso il mwaakLeone di San Marco, sull'altro lo mwaaostemma del mwaasducato di mwaawCarinzia, casa regnante d'Austria. Il Cippo è riconducibile ad una successiva definizione dei confini in quanto riporta su due lati la data del 1887 riferita alla confinazione legata all'annessione del Friuli all'Italia nel 1866;cite-ref-7-14-0[14]
• mwabimwabmCascata di Salino, tra Salino e il borgo di Lambrugno, l'acqua scivola su rocce sedimentarie risalenti a 250 milioni di anni fa. La poetessa e scrittrice Caterina Percoto, che frequentemente trascorreva le vacanze in Incarojo, l'ha definita "mwabquna delle meraviglie della Carnia";
• mwabyCascata "das Glîrs", tra Meledis e Valbertad, l'acqua percorre calcari siluriani variegati in cui prevalgono i colori rosati;
• mwabgCascata "da Nasjä", tra Ravinis e malga Pizzul, un'altra cascata che scorre su rocce vulcaniche verdastre;
• mwab4mwab8Forra mwaca"das Caläs", cavità originata dal Chiarsò in Ramaz avente una profondità di un centinaio di metri e larghezza da due a cinque metri, il corso d'acqua forma dei pozzi profondi e ribollenti. in corrispondenza della forra è stato realizzato un sentiero che permette di percorrere senza difficoltà il tratto impervio del fondovalle e di osservare da vicino un interessante esempio di erosione fluviale su rocce calcaree delle mwaceAlpi Carniche. Era il terrore dei boscaioli che rischiavano la vita durante la "menade" ossia il trasporto del legname a valle agevolato dalla spinta dell'acqua del torrente;
• mwacmmwacqBorgo Cjavec (mwacuBorc di Cjaveç o Borgùt), uno dei borghi più belli e antichi del capoluogo ubicato in prossimità di Palazzo Fabiani. Tra gli edifici del complesso spicca "casa Del Negro" (mwacyin dal Barbä Gjulio) custode di un antico mwacctorchio per la produzione del mwacgsidro di pere di qualità "martins" e di mele paularine;
• mwacomwacsNecropoli mwacwPreromana a Misincinis, nel corso di una serie di scavi effettuati tra il mwac01996 e il mwac41999 presso un'abitazione privata della frazione, vennero alla luce particolari strumenti di natura storica che a seguito di esami condotti dalla soprintendenza per i BAAAAS del mwac8Friuli-Venezia Giulia hanno permesso di individuare per la prima volta in mwadaCarnia una necropoli preromana costituita, allo stato attuale della ricerca, da 145 mwadetombe ad incinerazione sovrapposte le une alle altre presentando differenze sensibili sia per quanto riguarda il rituale che per le caratteristiche del corredo. Il materiale raccolto, più di 800 pezzi, è costituito da oggetti di ornamento e abbigliamento come fibule, spilloni, ganci di cintura e pendagli. È stata rinvenuta anche una punta di giavellotto ed un puntale di lancia oggetti, forse, appartenuti ad un defunto;
• mwadmFonte idrosolforosa, o pudia, zona Aonêš, a un km circa prima dell'ingresso nel capoluogo, sgorga abbondante dalla sorgente l'acqua pudia nota per le sue proprietà terapeutiche;
• mwaduFonte idroferruginosa, a Rufòsc oltre Misincinis, nota sorgente di acqua immersa nel verde dei boschi che caratterizzano la Valle d'Incarojo. Per l'elevato contenuto di ferro tinge le rocce di un'evidente tinta ruggine; è conosciuta come acqua di ferro mwady(aghe di fiêr);
• mwadgmwadkAbies Alba Miller: dal latino abete bianco, è un esemplare dalle caratteristiche insolite per questa specie di albero ed è stato censito tra i monumenti naturali della regione autonoma mwadoFriuli-Venezia Giulia (LR 9/2007 art.81). Il tronco, al quale è stato attribuito l'esotico nome di "La Palmä", si divide a pochi metri dal suolo in sei fusti, il maggiore dei quali raggiunge l'altezza di 35 metri e una circonferenza di 3,80 metri ed un'età di 170 anni circa. È possibile ammirarlo nel bosco di Zermula sulla strada che da Paularo conduce a Passo Cason di Lanza;cite-ref-15[15]
• mwaekmwaeoGrotta di mwaesAttila: cavità che si incontra tra Lanza e Sella Val Doce (sentiero 458) in prossimità del valico austriaco. L'ingresso è alto 4 metri e la cavità si estende per 400 metri con un dislivello di 30 metri; per un tratto può essere percorso in posizione eretta. Si tratta di una grotta carsica drenante in profondità le acque che circolano nella torbiera. Una delle molte leggende che circolano da secoli sul sito è che l'interno conservi un tesoro, non ancora rinvenuto, nascosto da Attila.
Piazze
Le principali:
• mwafapiazza Bernardino Nascimbeni, al centro del capoluogo, nella quale ha sede il palazzo del mwafeMunicipio con gli altri organi amministrativi del comune; l'ufficio postale e la farmacia;
• mwafmpiazza Julia: accoglie il complesso monumentale realizzato da Giobatta Segalla in memoria di tutti i Caduti e dispersi, militari e civili di Paularo, nei conflitti bellici avvenuti nel 1911/1912 - 1935/1936 - 1940/1945;
• mwafupiazza IV Novembre: in prossimità del ponte centrale che conduce in piazza Julia, su questa piazza si affaccia palazzo Linussio-Fabiani.
Società
Evoluzione demografica
Lingue e dialetti
A Paularo, accanto alla mwagclingua italiana, la popolazione utilizza la mwagglingua friulana. Ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'mwagkambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.cite-ref-17[17]
La lingua friulana che si parla a Paularo rientra fra le varianti appartenenti al mwag8friulano carnico.cite-ref-18[18]
È d'uso corrente la conversazione in mwahudialetto carnico (mwahycjargnèl), mentre l'mwahcitaliano viene parlato solo nelle occasioni formali. La Valle presenta ulteriori varianti linguistiche: a Lovea, Valle e Rivalpo (frazioni del comune di mwahgArta Terme), si parla un dialetto carnico con le vocali lunghe e strette (mwahkmangjeet, mwahosteet, ecc.); Salino è caratterizzato da una cadenza particolare e calma; a Dierico vige la "erre" pronunciata alla tedesca con una "mwahse" aggiunta alla fine di buona parte delle parole terminanti in a chiusa; Paularo e le restanti frazioni presentano, oltre alla già citata "erre", una particolare desinenza (normalmente trascritta con il simbolo ä) per i vocaboli terminanti in "e" nel friulano standard, la quale si manifesta con un suono a metà tra "a" ed "e". Inoltre, da Dierico in su, va sottolineata la totale perdita della "t" nel participio passato dei verbi (mwahwa sei/ai stâ, ai iudû, ecc.).
Istituzioni, enti e associazioni
• caserma dell'mwaiaEsercito Italiano "caporale maggiore mwaieMedaglia d'Oro al Valor Militare" Olivo Maronese, via mwaiiPiave n.44. Ha accolto: la 10ª Compagnia del mwaimBattaglione mwaiqAlpini "mwaiuMondovì", la 9ª Batteria del Gruppo Artiglieria da Montagna "mwaiyPinerolo" e la 278ª Compagnia "Val mwaicTagliamento" delle Truppe mwaigCarnia-mwaikCadore di mwaioSan Daniele del Friuli, tutte con militari del corpo degli mwaisAlpini e i loro fedelissimi e indispensabili mwaiwMuli;
• caserma dell'Esercito Italiano, via Roma n.60, già sede di comando militare con uffici e alloggi per ufficiali degli alpini.
Cultura
Biblioteche
• mwajyBiblioteca comunale pubblica "Antonio Sartori". Oltre 6000 volumi censiti e di libera consultazione, distinti per libri di prestito, di consultazione, per ragazzi e di fondo locale.
Scuole
Nel comune sono presenti una mwajkscuola paritaria dell'infanzia, una scuola statale primaria e secondaria di primo grado.
Fino agli anni '90 erano attive scuole primarie anche a Dierico (istituita nel 1867), Ravinis (operativa dal 1926), Salino (aperta nel 1927) e Chiaulis (nel 1947), poi accorpate a quella del capoluogo intitolata a mwajsGiovanni Battista Bassi inaugurata nel 1823.cite-ref-19[19]
Musei
• La Mozartina, mwakcmuseo privato del maestro prof. Giovanni Canciani, natio del posto, ospitato nel palazzo settecentesco "Scala". Il percorso espositivo si dipana lungo varie sale a tema: "sala dell'organo Testa" rappresenta una sintesi di tutti gli strumenti a tastiera. Vi sono infatti il clavicembalo, il pianoforte e delle cetre ma soprattutto l'organo Testa, del 1650, si tratta di uno strumento detto "ad ala" per via della disposizione delle 320 canne che ricordano due ali di uccello chiuse. Si dice sia appartenuto alla Regina mwakgCristina di Svezia che lo regalò al mwakkCardinale mwakoOttoboni, futuro mwaksPapa Alessandro VIII e che anche mwakwHaendel e mwak0Scarlatti lo abbiano suonato;cite-ref-20[20] "sala carnica" con un raro pianoforte da tavolo Kaeferle dell'Ottocento, strumento spesso usato dagli operisti e progettato secondo gli schemi del fisico tedesco Helmholtz. Al piano superiore nella "sala dei concerti" si incontra un pianoforte Lipp, la cui storia sfuma nella leggenda, due armonium e una vasta raccolta di pianete del mwaliSeicento e mwalmSettecento; "stanza del compositore" si trova un pianoforte Erard, la marca preferita da mwalqBeethoven; "sala del Genovesino" caratterizzata da due dipinti del mwaluCinquecento: la mwalyNatività, attribuita a mwalcLuigi Miradori, detto il genovesino, e il dipinto di Gioacchino Asseretto. Alle pareti sono appesi strumenti dell'mwalgOttocento tra i quali anche alcuni di provenienza nepalese. Stampe e mwalkmanoscritti di notevole rilievo arricchiscono l'intera collezione.cite-ref-21[21]
• Ecomuseo, allestito nel complesso di mwal8Sant'Antonio abate, costruito nel capoluogo alla fine del 1600, propone, permanentemente immagini fotografiche delle evidenze più significative del territorio sotto l'aspetto naturalistico, delle tradizioni e delle professioni di ieri e di oggi. I lavori fotografici illustrano: "i menaus" (boscaioli del tempo), "il scalpelin", "il purcitar", "il mulinar", "il stali e il cjot", "la Femenate", "il carnevale artistico di Ravinis". Nella Valle sono inoltre visibili, seguendo un preciso percorso: il "mwamamwameMulino ad acqua" a Salino; la “mwamimwammTeleferica” costruita diversi anni fa e tutt'oggi funzionante nel capoluogo, e, a Villamezzo, l'esposizione dellmwamq'mwamu"attività del boscaiolo" oggi operatore forestale, allestita nella sede della locale Stazione del mwamyCorpo Forestale Regionale del mwamcFriuli-Venezia Giulia. L'Ecomuseo è aperto al pubblico il primo week-and di ogni mese.
Media
Radio
• mwamwRadio Paularo (trasmette dal capoluogo, in dialetto paularino e in lingua italiana)
• mwam4RTS-Radio Trelli Stereo (non più in attività, trasmetteva da Trelli in lingua italiana)
• mwanaRTP Radio Paulâr (non più in attività, trasmetteva da Villafuori in dialetto paularino)
• mwaniRadio M (non più in attività, trasmetteva da Misincinis in lingua italiana)
Tv
mwanuRTP TelePaulâr, ha cessato le trasmissioni, unitamente alla sorella Radio Paulâr con l'entrata in vigore della "legge Mammì" che ha normato radicalmente negli anni '80/'90 l'intero sistema radiotelevisivo italiano.
Cucina
La mwangcucina è caratterizzata da piatti sostanziosi come la mwankpolenta, le minestre e i minestroni, i prodotti derivanti dalla mwanomacellazione del mwanssuino, il musetto, le frittate (soprattutto con le erbe della zona) e la mwanwselvaggina.
Tra le specialità, le più singolari sono:
• mwaoaburbusjâ: polenta tenera ottenuta con burro, acqua e farina;
• mwaoocrâut e brovadä: cappucci e rape frantumati, bolliti e miscelati a carne suina affumicata;
• mwaowmwao0frîco, noto ormai in tutta la regione friulana, ottenuto con patate miscelate a formaggio locale: Viene abbinato alla polenta con farina di mais cucinata all'interno del cjalderuč in ghisa. Il frico, un tempo, era specialità quasi giornaliera;
• mwao8šterz: farina di mais arrostita e ridotta a gnocchi da immergere nel caffellatte;
• mwapesopäs: fette di pane dorato affogate nell'uovo sbattuto oppure nel vino brulè;
• mwapmmwapqpolentä (polenta) cucinata con farina di mwapugranturco coltivato nella Valle, era il piatto principale della dieta della maggior parte delle famiglie paularine per almeno cento anni, dalla metà dell'mwapyOttocento alla mwapcseconda guerra mondiale.
Geografia antropica
Frazioni
• Casaso (mwaqaCjasâs), a mwaqe675 m s.l.m., alla destra orografica del torrente, su un terrazzo alla periferia del capoluogo. Detto il paese dei "Cençä lunä", poiché posto in una posizione tale da non consentire la vista della luna al suo sorgere;
• Chiaulis (mwaqmCjauläs), a mwaqq610 m s.l.m., alla destra orografica del torrente Chiarsò; costituisce il borgo più meridionale della Valle, alle falde del monte Tersadia (mwaqu1959 m), tra il Rio Molini e Trelli;
• Dierico (mwaqcGjeri) , a mwaqg676 m s.l.m., alla sinistra orografica del torrente ai piedi dell'imponente monte Sernio. Anticamente costituiva un comune a sé stante;
• Misincinis (mwaqoMisincinäs), a mwaqs715 m s.l.m., su un pendio ben esposto a sud lungo la strada che porta a mwaqwpasso Lanza e monte Pizzul.
• Ravinis (mwaq4Ravinäs), a mwaq8855 m s.l.m., a mezzacosta del mwaramonte Zermula (mware2143 m) è costituito da due borghi ("mwaridi sorä" mwarm905 m e "mwarqdi sot" mwaru810 m) che ormai si uniscono in seguito all'espansione delle abitazioni;
• Rio (mwarsRù), sorge a mwarw670 m s.l.m., si ha notizia fin dal mwar01327 come mwar4Villa de Riu d'Incarojo, prima di enuclearsi a Paularo costituiva frazione del "comune di Villamezzo";
• Salino (mwasaSalìn), a mwase653 m s.l.m., il nome deriverebbe dal latino mwasiSalina con significato di "sorgente salata" o "terreno ricco di sale, sterile". È formato dai borghi di Salino stesso, Lambrugno, Tavella e Castoia. Caro alla poetessa mwasmCaterina Percoto;
• Trelli (mwasuTrèli), a mwasy775 m s.l.m., sulla destra orografica del torrente Chiarsò, alle falde del monte Tersadia (mwasc1959 m). Se ne ha notizia a partire dal mwasg1285 come mwaskTrieli;
• Villafuori (mwassVilä di Fûr), a mwasw701 m s.l.m., alla destra orografica del torrente Chiarsò. Se ne ha notizia fin dal mwas01279 come mwas4Chasas de Incarojo;
• Villamezzo (mwataVilä di Mièç), a mwate690 m s.l.m., nota fin dal mwati1275 come mwatmVilla de medio. Per il moderno sviluppo edilizio forma un unico nucleo abitativo con Villafuori e Rio. Un tempo costituiva comune a sé stante con Villafuori, Rio, Misinicinis e Cogliàt.
Borghi
• Cogliat (mwatcCogliàt), a mwatg740 m s.l.m., sulla sinistra orografica del torrente Chiarsò, ultimo abitato a nord del Comune sito sulla strada che conduce a Passo Lanza;
• Nisola (mwatoNîsulä), a mwats665 m s.l.m., collocato di fronte a Rio (mwatwRù);
• San Vito (mwat4San Vî) a mwat8736 m s.l.m., ubicato a monte della Chiesa Parrocchiale lungo l'arteria stradale che porta verso il Duron e la Val Pontaiba.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Paularo, pur confinando con territorio austriaco, non dispone di una rete stradale internazionale. Le vie di comunicazione ordinarie sono:
• strada provinciale 23 Cedarchis - Paularo
• strada provinciale 40 mwauoArta Terme - Trelli - Salino - Paularo
• strada provinciale 24 mwauwPaluzza - mwau0Treppo Ligosullo - Paularo
• strada secondaria mwau8Pontebba - Passo Lanza - Paularo
Mobilità urbana
I trasporti urbani e interurbani di Paularo vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da mwaviSAF
Amministrazione
Sindaci
cite-ref-22[22]
• Marco Clama (2021- attuale)
• Daniele Di Gleria (2016-2021)
• Ottorino Faleschini (2011-2016)
• Maurizio Vuerli (2006-2011)
• Sergio Tiepolo (1999-2005)
• Mario Revelant (1995-1999)
• Giovanni Canciani (1990-1993)
• Alessandro Plozner (1980-1990)
• Pietro Fabiani (1975-1980)
• Giacomo Tarussio (1975-1975)
• Rino Screm (1951-1963)
• Giovanni Battista Del Negro (1946-1951)
• Egidio Dereani (1945-1946)
• Gino Sbrizzai (1945-1945)
• Egidio Screm (1925-1933)
• Giovanni Fabiani (1917-1918)
• Francesco S. De Franceschi (1914-1915)
• Leonardo Sbrizzai (1911-1914)
• Pietro Fabiani (1901-1906)
• Luigi Calice (1888-1910)
• Giovanni Sbrizzai (1874-1888)
• Antonio Fabiani (1871-1873)
• Daniele Lenassi (1865-1870)
• Giovanni Fabiani (1863-1865)
Gemellaggi
Sport
Eventi sportivi
Ciclismo - Giro d'Italia
• La 15ª tappa del mwawg93º Giro d'Italia, il 23 maggio 2010 ha interessato la Valle percorrendo, dopo aver salutato il centro del capoluogo, l'inedito e impegnativo tratto del "Duron" (mwawk6,7 km con pendenza media del 10% e punte del 18%) in direzione del monte mwawoZoncolan con provenienza da mwawsMestre. Tappa vinta dall'italiano mwawwIvan Basso;
• la 10ª tappa del mwaw896º Giro d'Italia, il 14 maggio 2013 ha percorso la valle in tutta la sua estensione in direzione Cason di Lanza-mwaxaAltopiano del Montasio. Tappa vinta dal colombiano mwaxeRigoberto Urán;cite-ref-23[23]
• la 14ª tappa del mwaxc101º Giro d'Italia, il 19 maggio 2018 ha nuovamente interessato la Valle attraversando il capoluogo, dove è stato allestito il mwaxgtraguardo volante, per proseguire sul percorso del "Duron" (passo Duron a mwaxk1069 m s.l.m.) verso mwaxomonte Zoncolan proveniente da mwaxsSan Vito al Tagliamento. La tappa, lunga mwaxw186 km, è stata vinta dall'inglese mwax0Chris Froome.cite-ref-10-24-0[24]
• la 19ª tappa del mwaym107º Giro d'Italia, il 24 maggio 2024 ha permesso ai ciclisti provenienti da mwayqMortegliano di attraversare per la quarta volta in questo millennio la mwayuVal Chiarsò inerpicandosi sul "Duron" e scendere in direzione mwayySappada. La tappa è stata vinta dal veneto mwaycAndrea Vendrame.
La costruzione dell’arteria stradale del mwaykmwayoDuron risale al mways1913 ed è stata resa camionabile tra il 1939 e il 1940. Di competenza provinciale dal 1960 mwayw(SP.24) essa fa da anello di congiunzione tra la strada provinciale Valle d'Incarojo di Paularo e la strada statale 53 bis mway0monte Croce Carnico a Paluzza che conduce al confine con l'mway4Austria. La rampa del Duron è ritenuta impegnativa nel campo della disciplina sportiva del mway8ciclismo ed è nota per essere stata percorsa, in più edizioni, dal mwazaGiro d’Italia; apre - oltrepassati mwazeTreppo Ligosullo, mwaziSutrio e mwazmPaluzza - al traguardo di tappa del mwazqmonte Zoncolan.cite-ref-25[25]
Altri eventi
• L'11ª tappa del 12º mwazwGiro Rosa, Giro d'Italia Internazionale Femminile, il 13 luglio mwaz02001 si è disputata nella Valle d'Incarojo ed è stata vinta dalla mwaz4svizzera mwaz8Nicole Brändli;cite-ref-5-26-0[26]
• la cronoscalata "Trofeo Carnia in Mtbike", il 15 luglio 2012, si è disputata sul tratto Paularo centro-Malga Pizzul ed è stata vinta da Marco Del Misser;cite-ref-27[27]
• la gara ciclistica in bike "Carnia Classic", il 28 agosto 2016, ha toccato Paularo percorrendo la ripida del Duron, proveniente da Tolmezzo per proseguire via Treppo Ligosullo per Cercivento, Ovaro, Zoncolan, Verzegnis e nuovamente Tolmezzo. Il percorso di mwa0o112 km ha raggiunto un dislivello di mwa0s2650 m;cite-ref-28[28]
• il 31º Giro ciclistico delle Dolomiti, il 10 giugno 2018, è transitato nuovamente a Paularo al 78º km dallo start avvenuto a Lienz (Austra) alle ore 05:00, passando per Plokenpass, Treppo Ligosullo, Paularo, Lanzenpass, Pontebba e Nassfeldpass, con arrivo nella città di Lienz (Austria) alle ore 19:30. All'edizione del SuperGiroDolomiti 2018 hanno partecipato mwa2a1 200 ciclisti percorrendo mwa2e232 km con mwa2i5234 m di dislivello e tre passi in due Stati diversi (Austria e Italia). La corsa è stata vinta dall'austriaco Alban Lakata (classe 1976) seguito dall'italiano Stefano Cecchini (classe 1978);cite-ref-31[31]
• il 4° Round del Campionato Italiano di mwa2gTrial, curato dalla mwa2kFederazione Motociclistica Italiana, si è svolto il 27 e 28 luglio 2019 sulle 12 zone, ripetute in due giri, dai 120 piloti partecipanti. Vincitore Luca Petrella.cite-ref-12-32-0[32]
Impianti sportivi
• campo di calcio comunale nel capoluogo;
• campo di mwa3icalcio comunale mwa3m"Nives Romano" alle porte di Dierico;
• percorso di mwa3kminigolf a Saletti;
• campo di mwa3sbocce a Saletti;
• pista di mwa30pattinaggio a Saletti;
• area di volo con mwa38aliante o mwa4aparapendio;
• pista da sci, mwa4idiscesa libera e mwa4mslalom, a Sella Duron: attiva dai primi anni '70 a metà degli anni '80; era dotata di mwa4qskilift con fabbricato e impianto completo di funi e illuminazione nottuna. L'infrastruttura era di proprietà privata poi assorbita dal locale comune e in seguito data in concessione. Per la costante diminuzione delle precipitazioni nevose e la concorrenza di identici impianti invernali contermini (mwa4uZoncolan, mwa4ySella Nevea, Castel Valdaier, mwa4cAustria e mwa4gSlovenia) il servizio sportivo è stato chiuso.cite-ref-33[33]
Società sportive
La società sportiva Velox Paularo opera nei settori:
• mwa5ecalcio: prima categoria, campionato carnico.
• mwa5msci alpino
• mwa5usci nordico
• mwa5ccorsa campestre
Note
cite-note-11. Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi mwa6qmwa6umwa6yToponomastica ufficiale, su mwa6carlef.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwa60mwa64mwa68Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwa7ademo.istat.it, mwa7eISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwa7umwa7ymwa7cClassificazione sismica (mwa7gmwa7kXLS), su mwa7orischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwa74mwa78mwa8aTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa8emwa8iPDF), in mwa8mciterefmwa8qLeggemwa8u mwa8y26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa8cAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa8g 151. mwa8kURL consultato il 25 aprile 2012 mwa8o(archiviato dall'mwa8surl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ mwa88mwa9amwa9etoponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su mwa9iarlef.it.
cite-note-1-66. ↑ mwa94Natalino Sollero, mwa98L'Incarojo fra storia e leggenda. Interrelazioni con il Friuli e la Carnia, Pasian di Prato, Campanotto Editore, 1994.
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cite-note-88. ↑ mwa-kRaimondo Valesio, mwa-oSot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular", Paularo, 1953.
cite-note-0-99. ↑ mwa-aNatalino Sollero, mwa-eLa Valle d'Incaroio o di Paularo, pagina 42, pubblicato nel 1980.
cite-note-1010. ↑ mwa-uCristian Adami, mwa-yLe poco favorevoli condizioni meteo spostano in paese la festa di Casera Turriee., in mwa-cCarnia Alpina, anno XXX, 3 del 15 ottobre 2016.
cite-note-3-1111. ↑ mwa-8Nazario Screm, mwbaaL'eccidio che oscuro' la Resistenza nella Valle d'Incarojio, Paularo, Tip. A. Moro, aprile 2010.
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Bibliografia
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• Natalino Sollero, mwblwLa Valle d'Incarojo o di Paularo, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1980
• Natalino Sollero, mwbl4L'Incarojo tra storia e leggenda, Campanotto Editore, Udine, 1994
• Danielle Maion, mwbmaPaularo...una favola che dura una vita..., Tipografia Moro Andrea, Tolmezzo, 2000
• Egidio Screm, mwbmiLa Chiesa di San Vito a Pualaro, Andrea Moro Editore, Tolmezzo, 2012
• Egidio Screm, mwbmqLe Chiese di Paularo in Carnia, Arti Grafiche Friulane/Imoco spa, Udine, 2013
• Nazario Screm, mwbmyPrincipali vie e piazze di Paularo, Andrea Moro Editore, Tolmezzo 2013
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.paularo.ud.it.
• citerefsapere-itPaularo, su sapere.it, De Agostini.
• mwbnuNecropoli di Misincinis di Paularo, su univ.trieste.it. URL consultato il 1º marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2006).
• mwbncPaularo e le sue frazioni, su paularo.com.